Qual è la filastrocca della Candelora che ci canticchiavano le nonne? Qual è la storia della Candelora? Qual è il suo significato religioso? Per fare un affascinante tuffo nel passato, continua a leggere .

Ch’al néva o ch’al pióva, da l’invéren a sam fòra. E s’al tira al soladèl, de l’invéren a sam a mèz!

(Proverbio dell’appennino modenese)

Ch’al néva o ch’al pióva, da l’invéren a sam fòra. E s’al gh’è al soladèl, de l’invéren a sam a mèz!

(Proverbio modenese)

Per la Candelora de l’inverno semo fora, ma se piove o tira vento de l’inverno semo dentro!

(Proverbio romanesco)

Candelora proverbi Modena: un affascinante viaggio nelle tradizioni della 'festa della luce'
La Candelora: storia e modi di dire nel modenese

Storia: cos’è la Candelora

Con il termine Candelora si identifica a livello popolare un’importante ricorrenza religiosa cattolica, che tuttora si festeggia il 2 febbraio: la festa della Presentazione al Tempio di Gesù. In questa occasione si benedicono le candele, simbolo di Cristo, che con la sua luce illumina le genti. La Candelora ha sostituito la festività pagana dei Lupercali, aboliti per volontà di papa Gelasio I. Successivamente, nel VI secolo, fu Giustiniano ad anticiparla al 2 febbraio.

Candelora proverbi Modena: un'immagine che rappresenta la festa di presentazione di Gesù al Tempio.
Andrea Mantegna, Presentazione di Gesù al Tempio (tempera su tavola, Gemäldegalerie, Berlino)

Perché si chiama Candelora?

Il termine candelora deriverebbe dal latino tardo, festum cereorum (“festa dei ceri“). In passato questo nome veniva dato alla festa della Purificazione di Maria Vergine. Successivamente, con la riforma postconciliare, è stato attribuito alla festa di Presentazione di Gesù al Tempio. [Fonte: Enciclopedia Treccani].

Candelora: i proverbi modenesi

Oggi, purtroppo, non è così facile andare a scovare i proverbi della tradizione modenese che ci hanno tramandato i nostri nonni e bisnonni. Sembrano essersi persi nel tempo. Per fortuna, nel nostro appennino (per esser precisi: nell’area di Zocca e Montalbano), qualcuno ancora conserva la memoria dei detti popolari associati alla festività della Candelora. Abbiamo quindi fatto quattro chiacchiere con alcuni conoscenti del posto, e il proverbio più conosciuto sarebbe proprio quello che abbiamo messo all’inizio di questo articolo:

Ch’al néva o ch’al pióva, da l’invéren a sam fòra. E s’al tira al soladèl, de l’invéren a sam a mèz!

Se nevica o se piove, siamo fuori dall’inverno. Se invece c’è il sole, siamo a metà dell’inverno.

In un territorio di confine tra Modena e Bologna, è evidente che il dialetto risenta anche alcuni influssi dalla «dotta città delle due torri». Se vogliamo modenesizzarlo, diventa:

Ch’al néva o ch’al pióva, da l’invéren a sam fòra. E s’al gh’è al soladèl, de l’invéren a sam a mèz!

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