Fin dall’antichità gli uomini hanno avuto un legame molto stretto con gli alberi e la natura. Il culto degli alberi, infatti, ha origini antichissime ed è comune a molte civiltà antiche e a molte religioni.

Nella Grecia antica per esempio alcune piante erano sacre agli dei (la quercia a Giove, il pioppo a Ercole), mentre presso i Sabini la dea Strenia (da cui  deriva il termine “strenna”) aveva un bosco (lucus) a lei consacrato sulla Via Sacra a Roma. Dagli alberi di questo bosco venivano tagliati dei rametti da donare ad amici e parenti in vista dell’anno nuovo.

Presenze: gli alberi d’inverno.

Il cristianesimo fece proprie alcune credenze primitive negli “spiriti degli alberi” e portò alla nascita di leggende su apparizioni sacre tra i rami degli alberi. Si sviluppò così il culto delle Madonne arboree che si diffuse in particolare nel corso del XV secolo che determinò l’edificazione di santuari ancor oggi oggetto di assidua venerazione.

Nella nostra regione bisogna ricordare  i casi assai noti della “Madonna dell’Acero” presso Lizzano in Belvedere in provincia di Bologna, della “Beata Vergine della Pioppa” a Ospitale di Bondeno nel ferrarese, della “Madonna dell’Oppio” (dal latino opulus, termine che indica l’acero campestre), il cui oratorio sorge presso Manzolino, una frazione del comune di Castelfranco Emilia, e della “Madonna dell’Olmo”, il cui culto pare diffuso in tutto il territorio di Budrio, nel bolognese.

Gli alberi, testimoni di pace.

Molti dei fitonimi presenti tra Modena e Bologna derivano dal culto germanico degli alberi portato nelle nostre zone dai Longobardi. Durante  l’epoca longobarda per esempio le promesse di matrimonio erano fatte all’ombra di un castagno. Un’altra tradizione era la cosidetta “fasgela”: un piccolo tronco di legno chiaro (preferibilmente faggio) veniva dato alle fiamme durante la notte di Natale nella piazza del paese. Da questi rituali sembra che derivi l’usanza ancora oggi molto diffusa nell’Italia settentrionale dei falò di fine anno, tra cui il famoso “Rogo del Vecchione” che si svolge tutti gli anni in Piazza Maggiore a Bologna.

Gli alberi, quindi, accompagnano la storia dell’uomo fin dalle sue origini e sono testimoni silenziosi della nostra cultura e delle nostre tradizioni.

Per approfondimenti: Le tracce del sacro. Itinerario storico dai culti precristiani alle tradizioni devozionali di oggi nella campagna attorno a Budrio, Quaderno del Museo n°1, University Press, Bologna.