La Pieve racconta

Arte, storia e lambrusco. A Panzano

Tag: tradizioni

Candelora: storia e proverbi a Modena

Qual è la filastrocca della Candelora che ci canticchiavano le nonne? Qual è la storia della Candelora? Qual è il suo significato religioso? Per fare un affascinante tuffo nel passato, continua a leggere .

Ch’al néva o ch’al pióva, da l’invéren a sam fòra. E s’al tira al soladèl, de l’invéren a sam a mèz!

(Proverbio dell’appennino modenese)

Ch’al néva o ch’al pióva, da l’invéren a sam fòra. E s’al gh’è al soladèl, de l’invéren a sam a mèz!

(Proverbio modenese)

Per la Candelora de l’inverno semo fora, ma se piove o tira vento de l’inverno semo dentro!

(Proverbio romanesco)

Candelora proverbi Modena: un affascinante viaggio nelle tradizioni della 'festa della luce'
La Candelora: storia e modi di dire nel modenese
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Ricetta passatelli in brodo di Bologna

Per festeggiare in allegria vi consigliamo un piatto adatto sia ai grandi che ai piccini: i passatelli in brodo di Bologna!

Ricetta passatelli in brodo di Bologna

Morbidi, fumanti e irresistibili. Un classico.

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Il Natale e sei simboli popolari

Nel territorio di Casola di Montefiorino si conoscono almeno sei usanze popolari legate al Natale che la famiglia condivideva tra la sera della Vigilia e il 25 dicembre per assicurarsi fortuna, salute e prosperità. Ognuna di queste si ricollegava a un simbolo, e cioè a un oggetto «la cui percezione susciti un’idea diversa dal suo immediato aspetto sensibile» (www.treccani.it). I simboli, in questo caso, erano oggetti concreti, tipici dei luoghi di montagna e facilmente reperibili, attraverso i quali la ritualità del Natale veniva amplificata. E, come spesso accadeva, i confini della religione sfumavano nella superstizione o addirittura nella magia. Sulle ali di questo racconto, faremo un viaggio nelle credenze popolari dell’Appennino attraverso sei oggetti:

il ceppo;

il ginepro;

la canapa;

la croce;

il grano;

virtù magiche.

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Usanze funebri nel modenese, tra storia e superstizione

La chiesa di Mirandola

Uno scorcio del centro di Mirandola prima del terremoto.

Nel territorio della Bassa modenese, così come in tante altre realtà italiane, si possono contare numerose usanze legate al culto dei defunti. È molto interessante vedere come la paura dell’allontanamento, e forse il senso di solitudine derivante dalla perdita di una persona cara, abbiano generato gesti rituali che in passato venivano compiuti per esorcizzare la paura dell’«ultimo viaggio». Queste usanze si ricollegano a tre momenti fondamentali:
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