Per festeggiare in allegria vi consigliamo un piatto adatto sia ai grandi che ai piccini: i passatelli in brodo di Bologna!
Per festeggiare in allegria vi consigliamo un piatto adatto sia ai grandi che ai piccini: i passatelli in brodo di Bologna!
Oggi vi proponiamo una ricetta veloce per soddisfare anche i palati più esigenti: il polpettone di carne ripeno con uova sode. A vostro piacimento potrete arricchire la farcitura aggiungendo spinaci lessati o prosciutto cotto. Un piatto che può essere servito caldo ma anche freddo, adatto a tutte le stagioni!
Ricetta marmellata di fragole? Sì, grazie! Gustosa, sana e, soprattutto, piace tantissimo anche ai più piccoli! Direttamente dalla campagna alla vostra tavola: morbida come non mai, densa e irresistibile, un seducente concentrato di frutta, che profuma del sole di primavera.
Ed ecco i sigari di carne! Meravigliose e croccanti polpette da servire come finger food accompagnate da una maionese al balsamico. Da leccarsi i baffi (e le dita, ovviamente… se no, che finger food sarebbe?)

Uno dei piatti della tradizione emiliana si fonde con i profumi del Mare del Nord: ecco i tortelloni al salmone
Un buon piatto di tortelloni al salmone è per sempre. In occasione della notte di San Silvestro e non solo vi consigliamo una gustosissima ricetta a base di pesce, resa ancora più appetitosa dal profumo delle spezie. Iniziate a prendere nota.
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Nel territorio di Casola di Montefiorino si conoscono almeno sei usanze popolari legate al Natale che la famiglia condivideva tra la sera della Vigilia e il 25 dicembre per assicurarsi fortuna, salute e prosperità. Ognuna di queste si ricollegava a un simbolo, e cioè a un oggetto «la cui percezione susciti un’idea diversa dal suo immediato aspetto sensibile» (www.treccani.it). I simboli, in questo caso, erano oggetti concreti, tipici dei luoghi di montagna e facilmente reperibili, attraverso i quali la ritualità del Natale veniva amplificata. E, come spesso accadeva, i confini della religione sfumavano nella superstizione o addirittura nella magia. Sulle ali di questo racconto, faremo un viaggio nelle credenze popolari dell’Appennino attraverso sei oggetti:
il ceppo;
il ginepro;
la canapa;
la croce;
il grano;
virtù magiche.

La Pieve di Panzano è forse la chiesa più antica del luogo, la prima di cui si ha notizia. Sorse, come testimoniano i numerosi ritrovamenti dei secoli passati, su un preesistente borgo romano.
Come appare in un diploma di Berengario II del 958, essa fu inizialmente intitolata a S. Sebastiano; successivamente fu dedicata pure alla Madonna (Pieve di S. Maria e S. Sebastiano) e intorno all’anno Mille, forse per una sua totale ricostruzione, venne anche chiamata la Basilica Nuova. Solo nel ‘400 si aggiunse ai nomi predetti quello di S. Biagio, e tale fu sempre in seguito la sua denominazione.
Fin dall’antichità gli uomini hanno avuto un legame molto stretto con gli alberi e la natura. Il culto degli alberi, infatti, ha origini antichissime ed è comune a molte civiltà antiche e a molte religioni.
Questo non è un semplice piatto, è un must della cultura modenese: le scaloppine all’aceto balsamico. Il sapore cremoso, unico e inconfondibile dell’aceto balsamico come condimento a una pietanza davvero particolare. All’ombra della Ghirlandina, il gusto è di casa. Ecco qua gli ingredienti:
Nel territorio della Bassa modenese, così come in tante altre realtà italiane, si possono contare numerose usanze legate al culto dei defunti. È molto interessante vedere come la paura dell’allontanamento, e forse il senso di solitudine derivante dalla perdita di una persona cara, abbiano generato gesti rituali che in passato venivano compiuti per esorcizzare la paura dell’«ultimo viaggio». Queste usanze si ricollegano a tre momenti fondamentali:
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